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LESA -30-12-2018 – La sua storia è diventata prima un libro, best seller negli Usa ed ora uscito in Italia con il titolo "L'ultimo eroe sopravvissuto", poi diventerà un film con protagonista Tom Holland. Si tratta di quella di Pino Lella, classe 1926, che vive a Lesa come un tranquillo pensionato: in realtà Pino è stato un eroe, anche se lui non vuole assolutamente definirsi così. Ha infatti salvato, accompagnando al confine svizzero, decine di Ebrei nel 1943, ma è anche stato anche l’autista personale del generale Hans Leyers, una delle più alte cariche naziste in Italia, responsabile della Direzione Generale degli armamenti e della produzione bellica, nonché figura controversa del dopoguerra, rimasta sospesa tra lo spietato nazista ed una collaborazione segretissima con la Resistenza. Lella è stato premiato sabato 8 dicembre dal sindaco di Lesa Roberto Grignoli, ma fino a poco tempo fa nessuno sapeva in paese di questa vicenda. Pino racconta: “Sono nato per caso a Bari, ma i miei genitori erano di Milano. Il vero eroe della mia storia è Don Luigi Re che gestiva la Casa Alpina di Motta in Valtellina. Lì ero sfollato, giovanissimo da Milano, ed a Madesimo abbiamo aiutato molti Ebrei a passare il confine e raggiungere la salvezza in Svizzera. Io ero uno di quegli “spalloni” di vite umane. Poi, nel 1944, mi sono dovuto arruolare con i tedeschi nelle Brigate Todt e siccome guidavo bene l’auto sono diventato l’autista personale del Generale Leyers.“ Così Lella è riuscito a diventare un prezioso “informatore” degli americani e della Resistenza, un autista di fiducia ed addirittura all’occorrenza il suo personale traduttore negli incontri che il generale teneva con il Duce. Racconta: “Portavo la svastica sul braccio sinistro, ma solo per salvare gente in pericolo.” Lo scrittore americano Mark Sullivan ha quindi raccolto tutta la storia in un libro che in breve è diventato un giallo storico di grande successo. Ricorda: “Il vero protagonista del romanzo dovrebbe essere Don Luigi Re, una figura che ha fatto del gran bene, ai livelli di San Giovanni Bosco e che invece non è neppure beatificato. A Madesimo c’era anche Alberto Ascari, che divenne un grande pilota d’auto, ma nel libro è quasi relegato a ruolo di meccanico. Invece era un asso del volante.” La vita di Lella però non si ferma al 1945. Finita la guerra divenne istruttore di sci. “Ero tra gli collaboratori della spedizione della nazionale azzurra in Colorado ai mondiali di Aspen nel 1950 dove c’era Zeno Colò”. Proprio negli Usa, un altro incontro, con un personaggio legato al lago Maggiore:“Conobbi Mike Bongiorno, che poi divenne famoso in Italia con i suoi quiz". (M.R)

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