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ARONA – 28-07-2020 - Il circolo

di Arona di Legambiente esprime numerose perplessità per il massiccio utilizzo di imballaggi di plastica monouso, in occasione della manifestazione sportiva che si è svolta ad Arona domenica scorsa.   

L’associazione ambientalista ricorda in una nota stampa che “Nel dicembre 2018, il Consiglio Comunale aveva deliberato di aderire all’iniziativa del Ministero dell’Ambiente “Plastic Free Challenge”, mediante l'adozione di un atto di indirizzo programmatico, volto a perseguire una strategia finalizzata per   raggiungere diversi obiettivi ambientali tra cui: la graduale ma costante riduzione di produzione di rifiuti, attraverso un incremento costante della raccolta differenziata e di utilizzare feste e sagre e manifestazioni in genere, come strumento per promuovere la cultura ambientale e del riciclo. In particolare, la delibera- tra le varie iniziative - prevedeva anche di inserire nel regolamento comunale l’obbligo di utilizzo di bicchieri, posate e piatti biodegradabili per le sagre e le manifestazioni”. 

Ora a distanza di un anno e mezzo – sottolineano gli ambientalisti – salvo qualche piccola e marginale iniziativa da parte dell’amministrazione comunale, gran parte della delibera è rimasta solo una semplice enunciazione di buoni propositi e quasi tutti i provvedimenti previsti, volti a ridurre ed eliminare la plastica monouso dalle aree pubbliche e negli spazi privati mediante iniziative di vario tipo, non sono mai stati attuati. Secondo Legambiente gli organizzatori di eventi che richiedono i permessi dovrebbero ricevere dall’amministrazione comunale linee guida e indicazioni precise su norme e regole di comportamento per ridurre o non utilizzare completamente le plastiche monouso e ottenere tutto il supporto logistico necessario per attuarle con successo”. 

 Il circolo di Legambiente, in qualità di co-organizzatore insieme a Pro Loco di Arona della Traversata Angera-Arona, rammenta che “l’edizione 2019 aveva costituito l’occasione per applicare un processo di gestione plastic free dell’evento come un progetto pilota e un’esperienza da replicare per tutti i grandi eventi organizzati in città. Per la distribuzione di bevande erano stati utilizzati 2.000 bicchieri compostabili e biodegradabili in Mater Bi, conferiti correttamente nella frazione umida ed era stata colta l’occasione per informare e sensibilizzare i cittadini della disponibilità sul mercato di materiali alternativi che hanno la stessa funzionalità e comodità della plastica monouso ma che si degradano con i tempi di una buccia di arancia o di banana. Questa buona pratica ambientale plastic free purtroppo è stata la prima e per ora anche l’ultima applicata ad Arona”.     

 Roberto Signorelli vicepresidente del circolo di Legambiente ha dichiarato: “La diffusione di  microplastiche (invisibili ad occhio nudo) nelle acque e nell’ambiente sono una delle principali criticità, insieme ai cambiamenti climatici, con le quali dobbiamo iniziare a confrontarci e sono  diverse le amministrazioni del nostro territorio con le quali collaboriamo per adottare progetti e politiche per limitare l’utilizzo e la dispersione di packaging di plastiche monouso;  come ad esempio il bando di co-finanziamento di Fondazione Cariplo che abbiamo recentemente vinto con il progetto Lago d’Orta plastic revolution che attueremo insieme a quattro amministrazioni del Cusio e ad Asilo Bianco. Ad Arona invece prevale la logica di uno sfruttamento turistico del capitale naturale come se fosse una risorsa illimitata e la delibera del dicembre 2018 Plastic free challenge è rimasta solo sulla carta, limitandosi a qualche piccolo intervento palliativo, rimanendo di fatto un’operazione propagandistica di greenwashing”.

Il presidente del circolo Legambiente “Gli Amici del Lago” Massimiliano Caligara aggiunge ulteriori informazioni di carattere scientifico per contestualizzare meglio la situazione: “Secondo le ricerche e i campionamenti svolti da più di quattro anni dal team scientifico di Legambiente, in collaborazione con Enea e CNR-Irsa, nelle acque del lago Maggiore stimiamo una presenza media pari a 605.638 particelle per chilometro quadrato di superficie. In colonna d’acqua è stato rilevato un dato medio di 1,99 particelle per metro cubo di acqua filtrata. Una delle situazioni più difficili dei laghi subalpini e purtroppo ad Arona non viene fatto nulla, salvo operazioni di facciata, per intervenire, in modo concreto per mitigare per quanto sia possibile questo problema e si continuano ad utilizzare le plastiche monouso come se niente fosse. Una visione limitata al breve termine e di scarsa responsabilità verso le generazioni future”.    

 

 

 

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