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ARONA - 20-19-2020 -- Il Circolo di Legambiente "Gli amici del lago"

esprime la propria solidarietà e vicinanza al popolo Saharawi.

"In questi giorni – come riportato dagli organi di stampa – dopo 29 anni sono riprese le ostilità fra Marocco e Fronte Polisario, come conseguenza dell’invio di forze militari da parte del Regno del Marocco attraverso la zona cuscinetto di Guerguerat, con azioni di repressione armata contro i civili Saharawi che dal 21 ottobre manifestavano pacificamente contro l’apertura arbitraria di una breccia nel limite invalicabile, definito dagli accordi del 1991 - si legge in una nota diffusa -  È dal 1975 che il popolo Saharawi vive nei campi profughi algerini e nel deserto, al di là di un muro di oltre 2700 chilometri costruito dal Marocco per occupare le zone economicamente più importanti e redditizie. Il Piano di pace siglato dall’Onu nel 1991, oltre aver posto fine alla guerra, chiedeva un referendum per l’autodeterminazione che però in 29 anni non c’è mai stato.  Il Circolo di Legambiente Gli Amici del Lago-APS è impegnato da oltre 15 anni in progetti di cooperazione e solidarietà per migliorare le condizioni di vita nei campi profughi Saharawi, nelle scuole, per il lavoro, per le donne e in campo sanitario, con il coinvolgimento di istituzioni, amministrazioni, associazioni e privati del nostro territorio.  L’associazione, anche a nome delle persone che in questi anni hanno collaborato nell’accoglienza e ospitalità estiva dei bambini Saharawi “i piccoli ambasciatori di pace”, esprime ancora di più, in questo periodo difficile, la sua vicinanza al popolo Saharawi e alle sue istituzioni repubblicane e democratiche. L’associazione, in quanto componente del Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo Saharawi, si associa alla denuncia della violazione da parte del Regno del Marocco del cessate il fuoco e l’attacco al Piano di Pace Onu e alla legalità internazionale, nonché alla stabilità della regione.
Inoltre, denuncia l’illegalità, evidente a tutta la comunità internazionale, del commercio di risorse provenienti dal Sahara Occidentale che il Tribunale Europeo ha condannato. Una situazione resa ancora più inaccettabile, considerato la riduzione degli aiuti internazionali destinati al popolo Saharawi nel contesto dell’emergenza mondiale coronavirus.
Il Movimento solidale italiano di amicizia con il popolo Saharawi chiede pertanto alle istituzioni repubblicane e democratiche italiane, agli Enti locali gemellati in Italia con il popolo saharawi e al Ministero degli Esteri di condannare l’aggressione armata marocchina, di adoperarsi per proporre misure economiche di contrasto al traffico illegale di merci da parte del Regno del Marocco, di sostenere la nomina dell’inviato speciale del Segretario ONU per riprendere i colloqui tra le parti al fine di convocare il referendum di autodeterminazione, di proporre di dare mandato alla MINURSO, come già ad altre missioni Onu nel mondo, di sorvegliare la tutela dei diritti umani."

 

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