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Tschawinerhorn fabbri montagna escursione gita sentiero

ALTO PIEMONTE-22-11-2020-- Un’altra puntata nella Zwischbergental

con Gian Paolo Fabbri ed i suoi amici.

"Saliamo sul Tschawinerhorn con chi non ne ha ancora avuto l’occasione. Lungo la via del ritorno percorriamo un sentiero nuovo con un po’ di creatività, chiudendo il nostro consueto anello più in alto del solito, sopra l’Alpe Vaira. E’ un territorio affascinante, appena oltre il Monscera.

 TSCHAWINERHORN E GIRO DEI LAGHI

16 LUGLIO 2020

Dislivello: 1300 m. Tempo salita: 3 h 30'. Sviluppo: 17 km.

In nove, otto maschietti e una paziente signora, imbocchiamo a Gondo la Zwischbergental, impropriamente Val Vaira per noi italiani. Dopo pochi chilometri superiamo il bacino di Sera e teniamo la sinistra, posteggiando lungo il torrente Grosses Wasser in prossimità di un grande deposito di tronchi a quota 1300, poco sotto la località Bord, 1359. Giornata discreta con sole e qualche nuvola vagante.

Attraversiamo il lungo ponte verso est ed imbocchiamo il sentiero che, tagliando a volte la strada, la riprende nell’ultimo tratto pianeggiante e ci porta all'Alpe Possette o Pussetta. Il sentiero è ben segnato e ben raccordato con la strada. Non saremo per caso in Svizzera? A sinistra si sale al Monscera. Noi teniamo la destra virando gradualmente a sud e saliamo all'Alpe Waira, 1854, ben dotata di pannelli solari e raggiunta anche dalla strada sterrata. Camminiamo da poco più di un’ora e un quarto. Siamo nella valle laterale di destra orografica che confina con la bella e indisciplinata Italia attraverso il Passo di Monscera. All’alpe parliamo di formaggio con i pastori e fotografiamo i maiali rossocrociati con le maglie della Juventus, rosa e bianconere.

Dopo una rapida colazione proseguiamo e, in poco più di mezz’ora, arriviamo nella conca incantevole del laghetto di Waira, 2041. Uno strappo piuttosto ripido ci porta al più vasto dei laghi di Tschawiner, 2174, dove qualche anno fa trovammo un cartello artigianale e maccheronico che cercava di scoraggiare i pescatori: “PESCA DI DIVIETO”. Costeggiamo il lago, tenendolo alla nostra sinistra, ed imbocchiamo la ripida traccia ben segnata che conduce ai 2406 metri dello Tschawinerpass. Viriamo a sinistra (sud est) e percorriamo con attenzione e con percorso più o meno libero la facile ed affilata cresta che arriva ai 2496 metri dello Tschawinerhorn, principale meta di oggi. Tre ore e mezzo dalle auto, soste escluse. Il tempo di guardarci intorno per vedere la vera bellezza e proseguiamo verso oriente scendendo al più alto dei laghi di questa splendida area, quota 2277. Di qui ci caliamo sul lago più in basso, 2208, e sulla sua riva ci sfamiamo.

Dopo il pranzo, diretti verso nord, ci dirigiamo alla Bocchetta di Gattascosa, 2149, e al suo laghetto. Poco prima di arrivarci optiamo per un percorso nuovo per noi. Secondo la cartina ci sarebbe un sentiero evidente, ma non è proprio così. Ci abbassiamo verso sud ovest, ma un po’ troppo a destra. Grazie a un GPS risaliamo un breve tratto e ritroviamo il sentiero. Passiamo in prossimità dell’ennesimo laghetto e del pianoro circostante con vacche elvetiche che pascolano sulle sue rive. Risaliamo circa cento metri e sostiamo brevemente a Tschawina vicino ad una bellissima baita. Dopo una breve discesa chiudiamo l’anello inventato oggi al laghetto di Waira. Soddisfatti di questo nuovo percorso in questa valle incantata, su e giù per laghi e laghetti, scendiamo all’Alpe Waira ed alle auto lungo il tragitto di salita del mattino. Qui non ci si annoia mai. E siamo a due passi da casa.

Gianpaolo Fabbri

 

 

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