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VERBANIA - 30-05-2021 -- La presa di posizione era arrivata già venerdì, prima che il gip interrogasse i tre fermati e concludesse per il mancato accoglimento di due tre fermi disposti dalla Procura. Contro il “linciaggio mediatico” sul caso della funivia di Stresa, s’è espressa venerdì la Camera penale di Milano, organismo che rappresenta gli avvocati penalisti. “L’immane tragedia della funivia del Mottarone ha aperto il varco alla solita barbarie informativa: fughe di notizie, ad indagini appena cominciate; conseguenti pubblicazioni di stralci di interrogatori coperti da segreto investigativo in violazione della legge” - afferma in una nota in cui si denuncia “la inaccettabile violenza dei titoli e del contenuto degli articoli pubblicati da molti quotidiani, che sembrano reclamare un diritto all’annientamento degli indagati, presentati come certi colpevoli di gravissimi reati e, come se non bastasse, anche come ‘criminali’ e ‘falliti’. Stigmatizza che tale modalità di fare informazione viola le norme costituzionali sulla presunzione di innocenza e sul giusto processo e segnala che il massacro delle persone degli indagati non è degno di un paese civile ma esprime solo un rigurgito di vendetta incivile, data in pasto all’opinione pubblica in nome di un malinteso diritto all’informazione”.

Sulla stessa linea, anche se con toni più pacati, la Camera penale di Verbania, il cui presidente, Gabriele Pipicelli, rimarca gli stessi principi. “Il fatto è sicuramente grave, ma ricordiamoci che c’è un principio costituzionale di innocenza – afferma –. Siamo rimasti anche un po’ basiti dall’atteggiamento assunto dal Procuratore (Olimpia Bossi, ndr), che conosciamo come persona estremamente riservata, garantista. Pensiamo si sia andati oltre, con conferenze stampa ogni tre per due, ipotesi di reato che poi vengono modificate, annunci di possibili nuovi arresti”.

 

 

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