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toga avvocato

ARONA-10-04-2018-Si era finto

titolare di un noto ristorante nell’hinterland di Arona e aveva contattato telefonicamente due aziende specializzate in vendita all’ingrosso di generi alimentari della provincia di Varese per fare un ordine per la sua sedicente attività pregando di non effettuare la consegna al locale in quanto era chiuso per restauri. Al momento della consegna della merce, avvenuta in un luogo prestabilito, aveva pagato il corrispettivo con due assegni, per un importo totale di circa mille euro; titoli che però i due titolari non erano riusciti ad incassare in quanto erano risultati essere stati rubati qualche tempo prima in Emilia Romagna. A quel punto, superato il momento di sconcerto, ai due titolari delle aziende altro non era restato che contattare il ristoratore che però era letteralmente caduto dalle nuvole: "Non ho fatto nessun ordine, men che meno in provincia di Varese e il mio locale non è affatto chiuso per restaur", avrebbe detto stupito. Si erano rivolti ai carabinieri di Varese che a loro volta avevano contattato i colleghi di Arona, che non avevano impiegato molto a individuare chi, spacciandosi per il titolare del noto ristorante, aveva fatto l’ordine e poi pagato con quegli assegni. Erano così arrivati sulle tracce di una coppia, un lui e una lei, entrambi quarantenni, residente nei dintorni di Arona chiamati poi dalla Procura a rispondere, a vario titolo, delle accuse di truffa, sostituzione di persona e ricettazione. Nei giorni scorsi la sentenza: il giudice ha assolto la donna “per non aver commesso il fatto” e condannato l’uomo a 1 anno e due mesi.

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