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autostrada gravellona

NOVARA- 17-01-2017- Anno nuovo, nuovo aumento dei pedaggi autostradali.

Per l’ottavo anno consecutivo, l’avvio del nuovo anno porta consistenti rincari dei pedaggi autostradali. Le tratte che interessano Novara – tratte dell’A4 Torino Milano - hanno ancora una poco invidiabile posizione di privilegio: “Nel 2010- spiegano da Confartigianato- i rincari per le tratte novarese della A/4 avevano superato il 15%, nel 2011 sfioravano il 12%, nel 2012 si attestavano oltre il 6%, nel 2013 l’aumento annunciato fu del 3%, nel 2014 l’incremento fu del 5,27%, contro una media degli aumenti del 3,9 % circa; nel 2015 la media degli aumenti registrati fu dell’1,32%, con la tratta Torino Milano quasi in linea, con un incremento dell’1, 50%, nel 2016 l’incremento balzò al 6,50% con una media dello 0,86%. Per il 2017 sono stati annunciati aumenti del 4,60% con una media nazionale di aumenti dei gestori dell’1,15%.

“Si tratta di aumenti che danneggiano imprese e persone: imprese che devono muoversi per lavoro e che si vedranno ricaricare sui costi di materiali e servizi gli aumentati pedaggi; e i pendolari che quotidianamente percorrono le tratte autostradali per lavoro” denunciano Michele Giovanardi, presidente, e Amleto Impaloni, direttore, di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale. “L’aumento delle tariffe va a incidere pesantemente, in particolare, sul settore dell’autotrasporto” proseguono Giovanardi e Impaloni “L’autotrasporto è in difficoltà per costi di esercizio elevati, tariffe che non arginano gli oneri delle imprese, costo del lavoro in aumento e concorrenza di vettori esteri. Gli aumenti decisi non tengono conto dell’andamento del mercato e della situazione di crisi economica che le imprese stanno attraversando. Sono decisioni prese sulla pelle degli utenti senza che migliorino i servizi offerti”.

“Abbiamo evidenziato questa situazione al Prefetto di Novara, al Presidente della Provincia di Novara e al Sindaco di Novara, ai quali abbiamo indirizzato una lettera nella quale segnaliamo la situazione dei pesanti rincari e i disagi che ne conseguono per utenti, siano essi privati o imprese” concludono Impaloni e Giovanardi”.

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